di Valerio Versari valerio.versari@virgilio.it

La precessione degli equinozi è un fenomeno astronomico “millenario”. L’asse terrestre ruota di 50,3ʺ all’anno intorno all’asse dell’eclittica descrivendo così, nel corso di 25.765 anni, un intero doppio cono.

Visto da un osservatore terrestre, il polo Nord celeste descrive, in sento antioriario, un cerchio di raggio 23,5° intorno al polo Nord dell’eclittica. L’asse terrestre è soggetto anche ad un altro ciclo millenario: la sua inclinazione oscilla tra 22,5° e 24,5° con un periodo di 41.000 anni. Adesso è circa a metà 23° 27ʹ (23,45°) e in fase di diminuzione.

Precessione equinozi

I due equinozi scorrono lungo l’eclittica in senso orario anticipando la loro posizione (rispetto al senso del moto del Sole), da qui appunto la “precessione degli equinozi”. La velocità del loro scorrimento è poco meno di 14° a millennio (13,972°), e quindi percorrono un segno zodiacale all’incirca ogni 2 millenni. Attualmente l’equinozio di primavera, il punto gamma, non si trova più come nell’epoca classica, cioè intorno 2000 anni fa, all’inizio della costellazione dell’Ariete, ma quasi all’inizio della costellazione precedente, quella dei Pesci (Psc).
Per i 12 segni zodiacali invece non cambia nulla perché essi non fanno riferimento alle loro costellazioni. In realtà, le costellazioni attraversate dall’eclittica sono 13 e di ampiezze ben diverse tra loro, mentre i 12 segni zodiacali dell’astrologia sono suddivisioni in 12  parti uguali dell’eclittica, di 30° ciascuna che, come i mesi, seguono la precessione degli equinozi. Si tratta comunque di una suddivisione che può risultare utile. Così l’inizio del segno dell’Ariete resta sempre ancorato all’equinozio di primavera, il punto gamma, mentre la relativa costellazione dell’Ariete scorre in avanti e attualmente viene attraversata dal Sole da metà aprile a metà maggio circa.
La precessione degli equinozi è un meccanismo non particolarmente semplice da figurarsi, ci lascia un tantino confusi, mentre invece riprodotto con il modello che ho realizzato risulta effettivamente più chiaro.
Per cominciare ho disegnato la figura qui sotto che rappresenta sia l’equatore celeste che l’eclittica, le due linee più grosse che si affacciano tra loro e che delimitano le due parti della figura. Queste vanno poi ritagliate e incollate su due parti distinte del modello: l’eclittica sul piano esterno fisso e l’equatore celeste sul disco interno inclinato rotante.


Sul disco dell’equatore celeste sono riportati: l’equinozio di primavera di Ascensione Retta 00 ore (punto gamma); il solstizio d’estate (A.R. 06 ore); l’equinozio d’autunno A.R. 12 ore (punto omega); il solstizio d’inverno A.R. 18 ore.
Sulla corona dell’eclittica invece sono riportate tre fasce: in quella interna ci sono le costellazioni zodiacali vere e proprie attraversate dall’eclittica; in quella centrale i mesi dell’anno; in quella esterna i segni zodiacali. La fascia interna, quella delle costellazioni attraversate dall’eclittica, è solidale con il piano dell’eclittica che possiamo considerare fisso tra le stelle fisse. Le due fasce esterne, quella dei mesi e quella dei segni zodiacali, sono giuste solo per la nostra epoca 2000. Per le altre epoche ho riportato le stesse due fasce esterne su un anello mobile, che si sovrappone alle rispettive fasce della parte fissa e permette di allinearle manualmente al punto gamma.
Veniamo al modello. L’eclittica è il piano fisso perché su di essa è centrata la precessione mentre è il disco dell’equatore celeste ad essere inclinato.


L’asse terrestre descrive un cono intorno all’asse dell’eclittica e con il vertice al centro del disco dell’equatore celeste, mentre i due equinozi scorrono esattamente di fronte all’eclittica. Per far ruotare il disco dell’equatore celeste basta trascinarlo con un dito poggiato sulla sommità dell’asse terrestre. Facendolo ruotare si evidenzia il movimento ondulante dell’equatore celeste sopra e sotto l’eclittica. Se consideriamo i 4 tratti di 90° dell’eclittica come ad esempio quelli corrispondenti alle attuali stagioni, li vediamo alternativamente intersecare l’equatore celeste o stare quasi paralleli sopra o sotto di esso. Dopo ¼ del ciclo della precessione le 4 stagioni occuperanno i tratti dell’eclittica che occupavano le stagioni precedenti: la Primavera occuperà il tratto dell’Inverno, l’Estate quello della Primavera e così via.

L’asse dell’eclittica è il perno del disco dell’equatore celeste. Le 3 rondelle fanno da spessore per regolare l’altezza del disco sollevandolo in modo che la linea degli equinozi sia all’altezza del piano dell’eclittica.

L’anello mobile serve per allineare i mesi e i segni zodiacali al punto gamma che scorre a causa della precessione degli equinozi.

 

 

 

 

La tabella riporta nelle 4 colonne la configurazione dell’equatore celeste e dell’eclittica nelle 4 fasi di un intero ciclo della precessione degli equinozi. La prima è quella attuale relativa al 2.000 che si era avuta in passato nel 23.760 AC e si ripeterà nel 27.760 DC. Le altre 3 fasi sono a ¼, ½, ¾ del ciclo.
Il tratto di eclittica della primavera è quello ascendente percorso dal Sole dopo l’equinozio di primavera. Nel cielo notturno però c’è il tratto opposto, cioè quello discendente dell’autunno caratterizzato dalle costellazioni del Leone e della Vergine. Il pallino nero sul primo grafico rappresenta l’antisole (il punto opposto al Sole) dell’equinozio di Primavera. Tutto questo anche per le altre stagioni. Dopo ¼ del ciclo siamo nella seconda colonna della tabella dove le 4 stagioni sono scorse sui tratti di eclittica delle stagioni a loro precedenti. Il tratto di eclittica del cielo notturno della Primavera sarà caratterizzato dalle costellazioni del Toro e dei Gemelli le quali, ¼ di ciclo prima, stavano nel cielo notturno dell’inverno. E così via, come riporta la tabella.
Naturalmente esistono tutte le configurazioni relative alle epoche intermedie, ugualmente degne di interesse al pari di quelle riportate qui.

Nella fascia delle costellazioni ho segnato anche la posizione attuale del perielio (3/4 gennaio) e dell’afelio (4/5 luglio). La linea che li unisce è la linea degli apsidi che ruota in senso antiorario di 11,6ʺ/anno, 3,222° al millennio, compiendo una rotazione completa in 117.241 anni rispetto alle stelle fisse e quindi al piano del modello. Il punto gamma invece ruota in senso orario a 50,3ʺ/anno, 13,972° al millennio, compiendo una rotazione completa in 25.765 anni sempre rispetto alle stelle fisse e al piano del modello. Quindi punto gamma e perielio si avvicinano alla velocità di 61,9ʺ/anno (50,3ʺ/anno + 11,6ʺ/anno), 17,194°/millennio (1° ogni 58,16 anni), e si incontrano ogni 20.937 anni. La longitudine del punto gamma è di 0° per definizione (0° o 360°), la longitudine del perielio nel 2000 era di 282,895°. Attualmente il punto gamma e il perielio devono ancora coprire 77,105° prima di incontrarsi (360° meno 282,895°). Alla velocità di 17,194°/millennio impiegheranno 4,484 millenni, perciò negli anni intorno al 6.484 il Sole uno o due giorni prima o dopo l’equinozio di primavera sarà anche al perielio.

I dati utilizzati sono stati rilevati da:

https://www.vialattea.net/content/985/

precessione degli equinozi: 50,3ʺ/anno
rotazione della linea degli apsidi: 11,6ʺ/anno
rotazione relativa punto gamma-perielio: 61,9ʺ/anno (50,3 + 11,6)

https://it.wikipedia.org/wiki/Asse_terrestre

inclinazione dell’asse terrestre: 23° 27ʹ e il ciclo millenario di 41.000 anni da 22,5° a 24,5° in diminuzione.

https://it.wikipedia.org/wiki/Apside
longitudine perielio 2000: 282,895°