Il tempo terrestre TT è la scala di tempo utilizzata in astronomia per misurare le posizioni dei corpi celesti relativamente agli osservatori terrestri.  Il tempo terrestre è stato adottato nel 1984 e definito in modo da mantenere la continuità con la precedente scala del tempo delle effemeridi ET. La scala TT ne condivide infatti lo scopo che è quello di essere indipendente dalle pur minime variazioni del periodo di rotazione della Terra. L’importante novità di TT rispetto ad ET è che TT è un tempo atomico, agganciato alla scala di tempo più affidabile che abbiamo attualmente a disposizione: il tempo atomico internazionale TAI.

Il tempo TT infatti condivide con TAI l’unità di misura che è il secondo SI, e differisce da esso di uno scarto costante di 32.184 secondi:

TT = TAI + 32.184s

Dato che TAI differisce dal tempo coordinato universale UTC di un numero intero di secondi intercalari s_i, ne consegue una semplice relazione anche tra UTC e TT:

UTC = TT - s_i - 32.184s

Per calcolare le orbite dei corpi del Sistema Solare, pianeti e satelliti naturali e artificiali, gli astronomi usano in realtà un ‘parente stretto’ di TT: il tempo dinamico baricentrico TDB, una scala che tiene conto delle correzioni relativistiche dovute al moto della Terra nel potenziale gravitazionale del Sistema Solare. La differenza tra TT e TDB è comunque molto piccola e periodica: vale al massimo 1.6 millisecondi, varia con un ciclo annuale e semiannuale, e in media è pari a zero.

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